ALLA SCOPERTA DELL’ACCIAIO
L’acciaio ha caratteristiche fisiche,meccaniche e
tecnologiche che dipendono,oltre che dalla sua composizione chimica,anche dai
trattamenti termici a cui è stato sottoposto.
Il
Ferro,che con il Carbonio costituisce la lega base dell’acciaio,è una sostanza
allotropica:assume,cioè,a seconda della temperatura forme cristalline diverse.
I
suoi atomi si dispongono secondo celle elementari cubiche a corpo centrato(8
atomi ai vertici più 1 al centro del cubo) fino alla temperatura di 906 °C.
Oltre ,fino a 1403 °C la cella aumenta leggermente le dimensioni e si trasforma
in cubica a facce centrate(8 atomi ai vertici più 1 al centro di ognuna delle 6
facce).Il Carbonio,che è presente nell’acciaio con una percentuale massima
dell’1,7 %,si inserisce negli interstizi di queste celle e formando soluzioni
solide che sono stabili in funzione della temperatura e della concentrazione.
Nelle
celle c.c.c.(ferrite) lo spazio a disposizione è molto piccolo;infatti a
temperature basse il Carbonio si deve separare sotto forma di cementite(Fe3C)
esterna alla cella.
Nelle
celle c.f.c.(austenite) il Carbonio trova spazio al centro della cella e quindi
può essere disciolto in quantità maggiore(fino
all’1,7 % a 1145 °C).
L’esperienza
proposta evidenzia la transizione in riscaldamento e in raffreddamento delle
due strutture.Il filo d’acciaio viene riscaldato elettricamente fino a una
temperatura di circa 1000 °C;quando
raggiunge la temperatura di circa 750 °C il dilatometro montato all’estremità
del filo segnala un’anomalia(la dilatazione si interrompe
brevemente).Raffreddandosi il filo si scurisce ma,durante la trasformazione da
celle c.f.c. a c.c.c. si ha una liberazione d’energia che per un’istante innalza
la temperatura del filo che riprende ad allungarsi e ad emettere luce.
L’esperienza
mostra anche la perdita delle qualità magnetiche del Ferro quando è riscaldato oltre i 768 °C (Punto di
Curie).Il pendolino magnetico,raggiunta tale temperatura,si sgancia dal filo
perché l’agitazione termica degli atomi è tale da cancellare l’organizzazione
del campo magnetico dei domini.