SCHEMA ESPLICATIVO DEL PROGETTO

 

4 . SINTESI 

Il filone  del progetto è “fonti di energie alternative”: biocarburanti e biocombustibili e conseguenti prodotti di recupero virtuoso, mangimi e concimi. Esso si caratterizza in due momenti : il primo prende l’avvio  da un’operazione  di rilevazione e “presa di coscienza” circa i nostri stili di vita  ed è seguito da un approccio al problema di tipo conoscitivo che si pone come obiettivo la comunicazione di informazioni e la promozione di corretti stili di vita. Il secondo momento  è invece di tipo operativo realizzativo (classi 3e,4e e  5e) e prevede lo studio, la progettazione e la realizzazione di prodotti finiti quali un motore alimentato a carburanti alternativi, una caldaia che utilizza combustibili ecologici, pubblicazioni  illustrative e multimediali.

 

5 . RESPONSABILI DEL PROGETTO : Prof.ssa Anna TRAVERSO – Ing. Mirco MARINO

6 . STUDENTI E INSEGNANTI COINVOLTI

Il Progetto è realizzato dall’Istituto Professionale Industria e Artigianato “Attilio Odero” con la partecipazione degli Enti e delle Aziende più sotto specificate .

  • Prima Fase: “sviluppo sostenibile e biocarburanti : conoscenza”

Sono coinvolti tutti gli studenti delle classi prime e seconde ed inoltre terze, quarte e quinte del settore Meccanico – Sistemi Energtici.
Dato il carattere interdisciplinare del Progetto saranno coinvolti gli insegnanti delle seguenti discipline curricolari:

  • ITALIANO Cura della redazione dei testi e sintesi preparatoria della documentazione necessaria
  • INGLESE Consulenza per traduzione inglese/italiano e viceversa della documentazione
  • MATEMATICA/INFORMATICA  preparazione ed esecuzione di diagrammi e tabelle ricerca multimediale dedicata e impostazione di diagrammi interattivi di calcolo e delle tabelle necessarie alla ripetitività delle prove di laboratorio.
  • DIRITTO analisi degli aspetti giuridici ed economici riguardanti “i nuovi diritti: diritto all’ambiente”,  l’uso e l’eventuale commercializzazione di biocarburanti, concetti di macroeconomia , accise e tasse.    
  • SCIENZE l’ambiente, l’inquinamento, le conseguenze dirette e indirette, i mali silenti
    ( déjà vu DDT , tetracloruro di piombo, vinilcloruro, gas serra, nucleare…), fattibilità della coltivazione di piante oleose, delle rese, dei recuperi dei fusti e degli scarti di lavorazione come  mangime e concime e prodotti legnosi per la fabbricazione di cartone o carta, caratteristiche dei biocarburanti ricerca di nuove miscele e catalogazione dei dati, bilanci energetici
  • FISICA studio delle tematiche riguardanti l’energia in generale,  unità di misura, metodi di confronto , potere calorifico,  ricerca di nuove miscele, fisica termodinamica, rendimenti,
  • TECNICA PROFESSIONALE:  (Macchine a Fluido, Meccanica, Tecnologia Meccanica, Disegno Tecnico, Impianti) :  problematiche ed aspetti tecnologici, coordinamento generale cicli termici, calcoli di sollecitazione meccanica, metodologia delle prove, progetto della trasformazione del motore termico, progetto della trasformazione della caldaia, realizzazione dei manufatti, bilanci energetici, e di costi-efficacia, costi-benefici.

 

7 . ALTRE ISTITUZIONI SCOLASTICHE COINVOLTE

8 . ENTI ED IMPRESE EVENTUALMENTE COINVOLTE

 

9 . MODALITA’ DI ATTUAZIONE

9.1 Metodologie:

La complessità delle problematiche connesse all’educazione ambientale impone un approccio educativo innovativo che si avvalga di una didattica non più basata sulla semplice trasmissione delle conoscenze, ma sulla ricerca intorno a problematiche concrete connesse con l’ambiente in cui gli studenti vivono: le modalità nelle quali tale approccio avviene prevedono trasversalità e ricerca insieme.

  1. La trasversalità mette in rilievo che l’Educazione Ambientale non è una materia: essa affronta problemi che non hanno rapporti diretti con l’epistemologia delle discipline e i relativi contenuti disciplinari e che vanno affrontati con un approccio sistemico che li comprenda nella loro globalità.  Il progetto deve quindi essere svolto in équipe, docenti, studenti, esperti esterni. Il progetto dovrà essere flessibile, non rigidamente programmato, pronto a raccogliere le risposte dell’ambiente e ad accogliere al suo interno il non previsto.
  2. La ricerca insieme è una modalità di lavoro nella quale, nel rispetto delle diverse competenze ed individualità, ogni membro del gruppo partecipa alla ricerca per costruire un’ipotesi di soluzione del problema affrontato senza soluzioni predeterminate o definitive.

Il Docente pertanto:

  • Guida gli studenti in percorsi di formazione costruiti come processi intrecciati di ricerca, sperimentazione ed autovalutazione
  • Organizza i contesti di apprendimento che divengono continua fonte di domande per le quali non esistono risposte predeterminate
  • Ricerca insieme con gli studenti e con loro elabora risposta che saranno empre modificabili in funzione del lavoro che via via viene svolto

L’apprendimento: è centrato sugli studenti, l’esplorazione e la ricerca avranno come punto di partenza le capacità, le curiosità e gli interessi che via via si manifesteranno.
 Gli studenti: sono stimolati a notare i collegamenti tra quello che osservano ed imparano e come imparano il più vasto mondo nel quale vivono, cominciando così a compiere estrapolazioni dal particolare all’universale. Sono inoltre stimolati a lavorare insieme per risolvere problemi e svolgere compiti, affrontando il “conflitto” che naturalmente si genera per la presenza di punti di vista diversi.
 I contenuti disciplinari sono recuperati e compresi sotto un’ottica diversa, quella della loro funzionalità ai problemi da risolvere e delle situazioni presenti sul territorio. Le discipline scolastiche sono legate a ciò che è presente e opera nel mondo reale e sono  organizzate in una nuova logica, contestuale e non più astrattamente sequenziale. L’itinerario formativo è strutturato in modo da facilitare il giovane nel coniugare lo specifico ed il generale, il soggettivo ed il sociale, l’esperienza ed i suoi sistemi interpretativi.
Impegno: gli studenti sono posti in situazioni esperenziali nelle quali si sperimentano approcci diversificati, si affrontano conflitti cognitivi ed emotivi, si svolgono discussioni guidate e attività di laboratorio e di ricerca capaci di stimolare apprendimenti significativi a livello di concettualizzazione e acquisizione di competenze.

 9.2 Fasi di svolgimento

  1. Prima fase: sviluppo sostenibile, biocarburanti e biocombustibili : conoscenza”

Scorre su nastri d’asfalto l’Italia all’assalto del proprio presente.
Un serpente si snoda sui neri sentieri che uniscon cantieri
che fan prigionieri interi quartieri ordinati in colonne:
collane rombanti di uomini e donne dentro abitacoli monoporzione
incubati nel ventre dell’alienazione di questa nazione che sgassa” […]
Frankie Hi NRG

Pare ormai che si sia detto tutto sulla mobilità sostenibile, argomento  sovrasfruttato, inflazionato, scontato… ma lo sarà poi davvero? O in realtà non sarà che ne parla troppo per non voler realmente risolvere nulla?
Si sente parlare di inquinamento dell’aria, polveri sottili, incremento della sensibilità, con l’insorgere nelle nuove generazioni, di forme allergiche e casi di asma che vengono ormai considerati come cosa scontata, all’ordine del giorno.
E le soluzioni proposte? Le DOMENICHE SENZ’AUTO, pallido palliativo, e DANZE DEL VENTO che si affidano, per l’allontanamento della cappa di smog che grava sulle nostre città ( e… su quelle che ci aspettano) alla sperata  opera di benevoli e servizievoli agenti atmosferici.
Intanto noi, utilizzatori di moto e auto, continuiamo a giocarci fegato (per il nervoso che ci si fa nel traffico) e polmoni in attesa che qualcuno (sempre qualcun altro) trovi “la soluzione”.

Una ricerca “sul campo” fondata su due momenti:

  • un’analisi della situazione della viabilità della delegazione di Sestri e Medio Ponente  può cercare di dare il polso del disagio reale, attraverso una mappatura dei dati relativi alla qualità dell’aria nei punti nevralgici del traffico nelle diverse ore del giorno, nei cantieri, nelle zone dove la struttura stessa dell’abitato rende difficoltosa la circolazione veicolare, per  verificare effetti e  conseguenze: un’istantanea che porti quantomeno ad una presa di coscienza, visto che una soluzione pare al momento, utopistica.
  • una campagna di misurazione “dei gas di scarico, degli autoveicoli realizzata dagli studenti delle terze  - motoristi -: si porteranno le strumentazioni di analisi e misura presso i parcheggi di alcuni supermercati  e di alcuni distributori dotati di ampie piazzole di sosta ( che già hanno dato il loro assenso) e colà gli studenti eseguiranno l’analisi dei gas di scarico delle auto degli automobilisti che aderiranno all’iniziativa. Sarà rilasciato il “certificato” dell’analisi e, qualora i gas siano risultati non conformi alla normativa, l’automobilista sarà invitato a passare al più presto dal suo meccanico di fiducia. ( Si tratta per la verità di un’iniziativa messa già in atto altre volte e che SEMPRE ha riscosso grandissimo successo ed estrema soddisfazione da parte degli automobilisti).

 

Nel frattempo, aspettando che un vero percorso di educazione alla mobilità faccia il suo lento, lentissimo corso, perché non cercare di sondare le possibilità di applicazione di alcuni carburanti e combustibili di origine vegetale che, a quanto pare, hanno un impatto ambientale minore?!
Le possibilità sono varie, i risvolti tecnici ed economici molteplici, le difficoltà (tecnologiche e burocratiche) anche: non resta che rimboccarsi le maniche…

Questa fase prenderà dunque l’avvio da una ricerca “sul campo”, per la precisione sulle vie della de-legazione di Sestri e Medio Ponente per  verificare lo stato della viabilità, del traffico automobilistico, dello stato del parco automobilistico circolante  e dei suoi effetti e  conseguenze.  Ci si prefigge di rilevare i dati forniti dalle centraline di monitoraggio dello stato dell’aria o di far verificare, laddove tali dati non siano disponibili,   agli stessi studenti tale stato in punti caldi del traffico con metodi empirici “casalinghi”, ma di immediata efficacia visiva,  ( a solo titolo di esempio, ma Docenti ed esperti stanno elaborando altre modalità casalinghe semplici e simpatiche,  l’esposizione per un certo periodo di tempo di teli bianchi, controllandone periodicamente la variazione di colore). Questa primissima fase, che sarà portata a termine con la collaborazione di Legambiente, dell’ARPAL e di atri partner ha lo scopo di far prendere agli studenti coscienza in modo diretto, o quanto meno instillare in loro il seme del dubbio, del problema  e delle necessità di trovare contromosse che  contribuiscano a mitigarne gli aspetti più tragicamente negativi  e, passo dopo passo, di giungere a soluzioni che siano “ ambientalmente” sostenibili ( per il significato del termine “ambientale”  il riferimento è alla definizione datane nel POF di Istituto: non ci riferisce cioè al solo contesto fisico naturale, ma all’insieme delle condizioni storiche, sociali e culturali). Solo facendo toccare con mano effetti e conseguenze perversi del nostro stile di vita si potrà, riteniamo, iniziare a sviluppare la consapevolezza dell’inevitabilità di un cambiamento,scintilla che dovrà scoccare nella coscienza degli studenti per dare forza alle decisioni di cambiamento del loro comportamento abituale e futuro. Seme nuovo per un ciclo virtuoso anche all’interno delle stesse famiglie. È spesso  più facile che un adulto cambi il proprio comportamento perché sollecitato dai figli piuttosto che da leggi e regolamenti, nei confronti dei quali scatta talvolta un infantile desiderio di trasgressione.

 

Pergamena 1: La simbiosi perfetta in ogni istante della vita di chiunque.   Noi oggi abbiamo in mano ed in gestione il loro futuro.  Essi già hanno nelle loro il nostro futuro

 

Il momento  di rilevazione e “presa di coscienza” sarà seguito e organizzato sistematicamente  dal punto di vista concettuale da un’azione didattica improntata su:

1 . Moduli didattici progettati ed attivati dai docenti di scienza della terra esperti in 
“educazione ambientale”  e dai docenti coinvolti nel progetto per:    

  • Far conoscere agli allievi il principio dello sviluppo sostenibile con particolare riferimento alla conferenza di Rio e al protocollo di Kyoto e del perché e per come alcuni paesi non lo hanno sottoscritto, tra questi paesi esplosivi da punto di vista dei bisogni energetici e con miccia a  lenta combustione
  • Sensibilizzare e educare gli allievi a un rispetto sempre maggiore verso l’ambiente e le sue risorse rendendoli partecipi attraverso la nuova  esperienza e consapevoli di esserne parte integrante 
  • Promuovere un maggior senso critico verso gli aspetti economico giuridici politici sull’uso delle fonti energetiche del pianeta.

 

2 . Argomenti e moduli progettati ed attivati dai docenti di Tecnica Professionale e Fisica finalizzati a:

  • far conoscere le caratteristiche dell’energia nelle sue moltissime forme, i metodi di accumulo e i metodi della sua misura
  • Approfondire lo studio delle differenze e delle caratteristiche dei vari dispositivi produttori  (più preciso sarebbe dire trasformatori) secondo i tipi di carburante/combustibile utilizzato le fonti primarie e rinnovabili. Il gasolio si distilla e già si inquina, il biodiesel si ricava semplicemente schiacciando un seme senza inquinamento primario
  • Progettare e realizzare la trasformazione di dispositivi funzionanti con carburanti/combustibili di origine fossile, in dispositivi utilizzanti biocarburanti/biocombustibili facendone il bilancio allargato costi-efficacia e costi-benefici..

 

3 . Incontri con esperti esterni degli Enti partner in particolare Legambiente, Arpal, Arel, Università, MUVITA, PST

4 . Interventi di esperti nel settore ambientale e energetico perché venga fornita agli alunni una più completa e critica informazione sulle fonti  energetiche alternative e rinnovabili ed il loro uso su vasta scala .

 

Tali interventi fanno parte del modulo denominato “Energia e Territorio” nato con  - Non solo sole – e inserito permanentemente nel piano dell'offerta formativa della scuola, alla costruzione del quale concorrono i docenti di tutti gli ambiti disciplinari delle classi interessate: esso mira a render conto  della limitatezza delle risorse, della capacità di carico dei sistemi naturali, della sostenibilità e della inevitabile proiezione in aumento delle necessità non solo nazionali ma globali .
I paesi emergenti richiederanno in modo esponenziale energia

L’obiettivo e quello di far acquisire la capacità di leggere un contesto  da un punto di vista delle risorse, e di progettarne lo sviluppo in senso sostenibile: in particolare saranno messi in evidenza gli aspetti dell’uso dei biocarburanti e biocombustibili rispetto ai tradizionali fossili.

Gli obiettivi previsti da questo modulo sono:

  • saper descrivere le caratteristiche fisiche dell'energia;
  • saper misurare la qualità e la quantità di energia;
  • saper valutare il bilancio energetico in alcune attività della vita quotidiana;
  • conoscere i modi in cui l'energia alternativa può essere direttamente utilizzata e conservata;
  • conoscere la struttura e comprendere il funzionamento delle apparecchiature che consentono la conversione
  • comprendere i concetti di potenza e di rendimento e beneficio; tutti i paesi del mondo adottano il metodo cosiddetto del confronto tra costi-efficaciae costi-benefici proprio a riguardo dei finanziamenti del fondo monetario internazionale e delle varie organizzazioni per gli aiuti ai paesi in via di sviluppo- i ragazzi quindi si avvicineranno  a questo importantissimo “modo di ragionare” che è/dovrebbe essere proprio delle amministrazioni pubbliche anche in ambito nazionale.
  • esaminare dati e ricavare informazioni significative da tabelle, grafici ed altra documentazione anche in rete;
  • porsi problemi, prospettare soluzioni e modelli intervenire costruttivamente e manualmente con uso di macchine utensili e con le attrezzature delle officine della nostra scuola, alla realizzazione  dei particolari per la modifica del motore a combustione interna e della caldaia
  • acquisire atteggiamenti fondati sulla collaborazione interpersonale e di gruppo;
  • conoscere l’evoluzione storica delle trasformazioni energetiche.
  • acquisizione della consapevolezza del problema energetico ambientale
  • progettazione di uno sviluppo sostenibile

Di conseguenza gli studenti acquisiranno le competenze per:

  • saper valutare le caratteristiche dei carburanti e combustibili tradizionali in confronto a quelli alternativi in base ai dati di potere calorifico viscosità punto di infiammabilità eseguendo loro stessi le prove di laboratorio catalogandole
  • saper adattare un dispositivo produttore di energia funzionante con metodi tradizionali alle caratteristiche del nuovo carburante/combustibile.
  • saper effettuare bilanci energetici in rapporto anche ai costi-benefici
  • conoscere i modi in cui le fonti alternative di energia possono essere usate
  • acquisire una coscienza critica sugli urgenti problemi di natura ambientale
  • mettere in atto in ogni momento tutte le strategie necessarie per favorire lo sviluppo sostenibile e limitare i danni ambientali

La fase si concluderà con la partecipazione alla manifestazione promossa dal CECS  dell’ARPAL

 

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